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Se Israele non si fida di un Premio Nobel

Il governo israeliano non ha concesso a Desmond Tutu, ex arcivescovo di Città del Capo, vincitore del premio Nobel per la pace e capo della commissione delle Nazioni Unite che indaga sull'incidente di Beit Hanun del 2006, l'accesso alla città di Sderot. Nell'ìincidente di Beit Hanun del novembre 2006 19 civili furono uccisi dall'esercito israeliano.
Nel corso della sua visita nella Striscia di Gaza, Tutu ha avuto modo di criticare entrambe le parti in causa. Al governo israeliano ha rinfacciato il fatto di avergli negato l'accesso a Sderot, la mancata collaborazione con la commissione da lui presieduta e ritenuta dal governo stesso non obiettiva e il blocco delle frontiere. Durante l'incontro con il premier palestinese Ismail Haniyeh ha invece duramente condannato il lancio di razzi verso Israele che contribuiscono in maniera decisiva all'irrigidimento delle posizioni israeliane.

In questo contesto fa davvero riflettere la posizione del governo israeliano che non solo nega l'accesso ad una sua città ad un premio nobel per la pace e ad un responsabile di una commissione ad hoc delle Nazioni Unite, ma si rifiuta persino di collaborare con la commissione stessa. Viene da chiedersi quale sia il ruolo delle Nazioni Unite, quale sia la sua credibilità agli occhi dei paesi membri, soprattutto delle grandi potenze, e soprattutto quali siano gli strumenti per fare in modo che questo grande organismo internazionale possa un giorno conquistare il prestigio, la dignità e la capacità di incidere sugli interessi sovranazionali che dovrebbe avere.

Pubblicato il 29/5/2008 alle 14.15 nella rubrica Uno sguardo sul mondo.

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