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Finalmente al bando le bombe a grappolo

 

Le bombe a grappolo sono delle munizioni che, una volta sganciate sugli obiettivi, spargono nell’intera zona colpita centinaia di ordigni. Oltre ad essere quindi delle armi a scarsa precisione hanno anche “il difetto” che molti di questi ordigni sparsi sul territorio restano inesplosi e continuano per anni a mettere in pericolo la vita dei civili.

In seguito ad una campagna internazionale che dura ormai da molti anni, finalmente ieri i delegati di più di cento paesi che si sono riuniti a Dublino hanno raggiunto un accordo per la loro messa al bando tramite un trattato che dovrebbe essere firmato a dicembre a Oslo.

Nonostante questo indubbio successo, la strada per arrivare all’effettiva eliminazione di queste bombe è ancora lunga e piena di insidie soprattutto se si considera che l’accordo di ieri non è stato accettato da alcuni dei principali utilizzatori delle bombe a grappolo come USA, Cina, Russia e Israele che hanno ritenuto questa esclusione come potenzialmente lesiva delle loro capacità militari.

Come spesso succede le grandi potenze mondiali proseguono sulla loro strada, infischiandosene delle decisioni prese dagli altri paesi. L’arroganza dei potenti non deve però portare alla resa perché risultati come quelli di ieri ci insegnano che la strada della sensibilizzazione e del lavoro di rete è lunga, difficile e faticosa ma è anche l’unica che può portare a risultati concreti.

Pubblicato il 29/5/2008 alle 14.13 nella rubrica Uno sguardo sul mondo.

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