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Comore: governo di transizione verso elezioni libere?

 

Elezioni libere e trasparenti, la possibilità di sperare in un futuro migliore sul piano sociale e dello sviluppo, una maggior chiarezza sulla divisione delle competenze fra l’Unione e i governi autonomi delle tre isole: è quanto chiede la popolazione di Anjouan dopo la destituzione del presidente Bacar e di cui si è fatto portavoce Ahmed Mohamed Allaoui, esponente della Federazione comoriana dei diritti umani. Allaoui ha anche confermato le notizie che parlavano di pesanti combattimenti nell’isola che hanno già provocato alcune vittime.

La maggior parte della popolazione è sicuramente soddisfatta della caduta di Bacar, anche per le condizioni di vita davvero difficili che hanno dovuto sopportare nell’ultimo periodo: da agosto gli insegnanti non percepiscono lo stipendio, le comunicazioni con il resto del mondo sono interrotte ormai da un mese e mezzo, i conti bancari e postali sono congelati.

Nonostante questo, Allaoui si è detto consapevole del fatto che la situazione ancora non è chiara e che non è assolutamente garantito che andrà a migliorare: da questo punto di vista ha chiesto alla Francia di non proteggere Bacar e ha denunciato il quotidiano pericolo di destabilizzazione che vede protagonisti numerosi mercenari francesi.

La speranza a questo punto è che il governo di transizione che dovrebbe insediarsi oggi possa condurre il paese a libere elezioni entro tre mesi, così come promesso.

Pubblicato il 28/3/2008 alle 13.5 nella rubrica Diario.

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