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Chi risarcirà la maestra di Rignano?

 

Secondo quanto emerge dalla perizia depositata oggi dai stessi carabinieri del Tribunale di Tivoli il Ris non ha trovato nessun reperto attribuibile ai bambini di Rignano Flaminio sui peluches e auto di una delle maestre indagate. Nelle oltre mille pagine della perizia, si afferma che non vi sono elementi che fanno risalire ai bambini ritenuti sessualmente abusati le tracce biologiche, sia dna che impronte digitali.

Se questa perizia venisse confermata ci troveremmo davanti ad una donna, una maestra, sottoposta per mesi ad una gogna mediatica inutile e ingiusta. Credo che più che riflettere sullo stato della nostra giustizia, sono convinto infatti che i magistrati abbiano il diritto di indagare anche a tutela degli indagati stessi, dovremmo ben più interrogarci sul nostro vivere le notizie e sui nostri rapporti con i media. Dare in pasto all’opinione pubblica indagini così complesse è quanto di più ridicolo possiamo fare. Non ho alcuna propensione alla censura ma credo che fra la censura e la libertà assoluta di pubblicare e giudicare senza pezze d’appoggio ci sia la via di mezzo del buon gusto e del rispetto della dignità e della presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio di qualsiasi indagato. E se questo prinicipio dovrebbe valere sempre, vale ancor di più per indagini e per ipotesi di reato così gravi ed infamanti. Sono altresì convinto che oltre che alla responsabilità dei media che ci danno in pasto qualsiasi notizia, ci sia anche la nostra responsabilità di utenti consumatori che mangiamo senza indignarci qualsiasi notizia ci venga proposta.

Se davvero questa maestra risulterà innocente, chi la ripagherà dei mesi di gogna pubblica alla quale è stat sottoposta? Chi le ridarà la serenità di poter guardare tutti a testa alta? E’ volontà di censura la convinzione di chiedere il rispetto per le persone e per la loro dignità fino a quando non arrivi una condanna definitiva?

Pubblicato il 13/12/2007 alle 19.50 nella rubrica Diario.

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