Blog: http://mauz.ilcannocchiale.it

COREE: LO “STORICO” ACCORDO DI IERI , SECONDO UN MISSIONARIO

 

“Si respira un clima di attesa e speranza a Seul, soprattutto tra i giovani, che più di tutti spingono per una pacifica coesistenza tra i due paesi”: alla MISNA lo dice Padre Dennis Callan, missionario verbita da otto anni in Corea del Sud e da molti più anni in Asia, commentando gli ultimi sviluppi del processo di pacificazione tra le due Coree. “Gli occhi di tutti sono puntati su Pyongyang in questi giorni – aggiunge - e la gente ne parla come di un passo nella giusta direzione. Per la prima volta sono state discusse questioni fondamentali, come la denuclearizzazione e gli aiuti alla popolazione”. Ieri, con una comune dichiarazione d’intenti, si è concluso nella capitale nordcoreana il vertice tra i presidenti Kim Jong-il e Roh Moo-hyun; il primo dal giugno 2000 e il secondo in 59 anni. Nella “Dichiarazione per lo Sviluppo delle Relazioni, la Pace e la Prosperità”, otto punti messi per iscritto dopo tre giorni di colloqui diretti in cui i due presidenti si impegnano a riportare la pace nella penisola, tuttora divisa a metà lungo il 38° parallelo, e tecnicamente ancora in guerra. “Il presidente Roh – prosegue padre Calllan - è alla fine del suo mandato e i sondaggi sulle prossime elezioni danno per favorita l’opposizione, che propone una politica completamente contraria al dialogo con il regime di Pyongyang”. Il timore è che il processo di riavvicinamento possa subire brusche frenate per questioni di politica interna e che la pace, oggi a portata di mano, possa essere rinviata ancora una volta. La decisione di Kim Jong-il di disattivare i suoi impianti nucleari, possibile fonte di materiale anche per armamenti atomici, è stata comunque tra le più apprezzate in Corea del Sud, che vive da anni nel timore di un conflitto. “Quello che i sudcoreani si ripetono da anni è che il regime del nord non oserebbe mai aggredirli con una bomba all’idrogeno, e che i proclami di Kim fanno parte della propaganda. Ma la minaccia resta”. La dichiarazione prevede che il reattore di Yongbyon, il principale nel paese, sia neutralizzato e spento entro il 31 dicembre di quest’anno, e che venga creata una “zona speciale di pace” lungo la costa occidentale della penisola. Il documento costituisce di fatto una dichiarazione di pace, atta a prefigurare la firma di un trattato che sostituisca l’armistizio con cui nel 1953 si concluse la guerra di Corea. Il conflitto, che fece due milioni e mezzo di morti, fu combattuto anche da volontari cinesi e da forze americane d’intesa con il Palazzo di Vetro. Da allora, la stipula di un trattato di pace con la partecipazione di Washington e Pechino è sempre stata una priorità della politica estera nordcoreana, condivisa da quasi un decennio anche al Sud, nella prospettiva di una riunificazione del paese; il comunicato congiunto di ieri preannuncia un prossimo vertice ‘a quattro’ con Sati Unitie Cina. “Un appuntamento importante –conclude Callan – a cui la popolazione di entrambi i paesi guarda con fiducia”. ( a cura di Alessia de Luca) [AdL]


MISNA
Copyright © MISNA
Riproduzione libera citando la fonte.
Inviare una copia come giustificativo a:
Redazione MISNA
Via Levico 14
00198 Roma

Pubblicato il 5/10/2007 alle 17.53 nella rubrica Rassegna stampa.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web