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Antiamericanismo, americanismo e obiettività

"Vi chiedo scusa per quello che il mio paese sta facendo in Iraq e dedico la prossima canzone ai tanti italiani che si impegnano per la pace nel mondo". (La cantante americana Joan Chandos Baez, rivolgendosi in italiano al pubblico, durante un concerto ieri sera all'"Auditorium Parco della Musica" di Roma)

 

 

Qualcuno dal pubblico ha risposto: "tu sei l'America che amiamo". Quant’è semplicistico fare di tutta l’erba un fascio e tacciare di antiamericanismo chiunque si permetta di criticare le scelte politiche degli USA. E’ vero, anche in Italia talvolta è possibile notare un’antiamericanismo strisciante, spesso becero ed ideologico. Altrettanto spesso però è facile notare un americanismo senza se e senza ma altrettanto fazioso e cieco. Credo che la critica all’amministrazione americana, come a qualsiasi scelta politica, debba essere considerata legittima. Il reputarsi leader mondiali e per questo l’aver assunto posizioni spesso più da sceriffi che da statisti è stato un errore politico ed etico madornale. Non si risolvono i problemi del mondo “esportando” qua e là la democrazia senza creare le basi minime affinché questa possa affermarsi ed essere accettata e voluta dalla gente.

Aver proclamato la “guerra al terrorismo” ha generato un sentimento di paura costante non solo per i possibili attentati ma anche e soprattutto per l’impossibilità di identificare il nemico, di dargli un nome e un volto. Fare guerra al terrorismo senza identificarne le motivazioni, lanciando bombe su popolazioni inermi ha portato vantaggio solo a chi in modo bieco e assurdamente violento cerca di mettersi alla testa di popolazioni molto spesso povere e prive degli strumenti necessari per poter fare un’analisi politica obiettiva.

La guerra in Afghanistan e poi quella in Iraq hanno portato l’amministrazione americana in un pantano dal quale è sempre più difficile uscire e nella quale i risultati concreti sono stati praticamente nulli.

Pubblicato il 29/3/2007 alle 17.54 nella rubrica Pensieri e parole.

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