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Idee in libertà


Diario


30 maggio 2008

Nucleare o bufala?

 

E’ di questi giorni la discussione, avviata dal ministro Scajola, sulla possibilità che l’Italia torni ad investire sull'energia nucleare. Al di là della posizione di ognuno su questo tema che da sempre divide l’opinione pubblica in favorevoli e contrari, molti sembrano i motivi validi per i quali questa possibilità dovrebbe essere valutata positivamente: l’aumento dei prezzi di gas e petrolio, la necessità di diminuire le importazioni di energia dai paesi vicini, Francia in primis. Anche il problema della sicurezza sembra non essere molto spendibile per gli scettici di questo argomento salvo una decisione sopranazionale, almeno a livello europeo, che vada nella direzione di impedire l’uso dell’energia nucleare a tutti i paesi del continente.

Tutto ok allora? No, nonostante questi aspetti secondo me innegabili continuo a pensare che quella di Berlusconi sia l’ennesima provocazione destinata a rimanere tale. E il motivo è, come spesso accade, di fattibilità economica. Come si chiede anche il quotidiano statunitense The Wall Street Journal come può un Paese il cui debito pubblico supera i 1.600 miliardi di euro ed è il terzo più grande del mondo investire in delle centrali così costose sia dal punto di vista della costruzione che della manutenzione e della conseguente sicurezza?

Delle due l’una: o Berlusconi affosserà di nuovo e ancora di più i conti pubblici italiani o si tratterà, ancora una volta, dell’ennesima bufala.




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29 maggio 2008

Se Israele non si fida di un Premio Nobel

Il governo israeliano non ha concesso a Desmond Tutu, ex arcivescovo di Città del Capo, vincitore del premio Nobel per la pace e capo della commissione delle Nazioni Unite che indaga sull'incidente di Beit Hanun del 2006, l'accesso alla città di Sderot. Nell'ìincidente di Beit Hanun del novembre 2006 19 civili furono uccisi dall'esercito israeliano.
Nel corso della sua visita nella Striscia di Gaza, Tutu ha avuto modo di criticare entrambe le parti in causa. Al governo israeliano ha rinfacciato il fatto di avergli negato l'accesso a Sderot, la mancata collaborazione con la commissione da lui presieduta e ritenuta dal governo stesso non obiettiva e il blocco delle frontiere. Durante l'incontro con il premier palestinese Ismail Haniyeh ha invece duramente condannato il lancio di razzi verso Israele che contribuiscono in maniera decisiva all'irrigidimento delle posizioni israeliane.

In questo contesto fa davvero riflettere la posizione del governo israeliano che non solo nega l'accesso ad una sua città ad un premio nobel per la pace e ad un responsabile di una commissione ad hoc delle Nazioni Unite, ma si rifiuta persino di collaborare con la commissione stessa. Viene da chiedersi quale sia il ruolo delle Nazioni Unite, quale sia la sua credibilità agli occhi dei paesi membri, soprattutto delle grandi potenze, e soprattutto quali siano gli strumenti per fare in modo che questo grande organismo internazionale possa un giorno conquistare il prestigio, la dignità e la capacità di incidere sugli interessi sovranazionali che dovrebbe avere.




permalink | inviato da mauz il 29/5/2008 alle 14:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


29 maggio 2008

Finalmente al bando le bombe a grappolo

 

Le bombe a grappolo sono delle munizioni che, una volta sganciate sugli obiettivi, spargono nell’intera zona colpita centinaia di ordigni. Oltre ad essere quindi delle armi a scarsa precisione hanno anche “il difetto” che molti di questi ordigni sparsi sul territorio restano inesplosi e continuano per anni a mettere in pericolo la vita dei civili.

In seguito ad una campagna internazionale che dura ormai da molti anni, finalmente ieri i delegati di più di cento paesi che si sono riuniti a Dublino hanno raggiunto un accordo per la loro messa al bando tramite un trattato che dovrebbe essere firmato a dicembre a Oslo.

Nonostante questo indubbio successo, la strada per arrivare all’effettiva eliminazione di queste bombe è ancora lunga e piena di insidie soprattutto se si considera che l’accordo di ieri non è stato accettato da alcuni dei principali utilizzatori delle bombe a grappolo come USA, Cina, Russia e Israele che hanno ritenuto questa esclusione come potenzialmente lesiva delle loro capacità militari.

Come spesso succede le grandi potenze mondiali proseguono sulla loro strada, infischiandosene delle decisioni prese dagli altri paesi. L’arroganza dei potenti non deve però portare alla resa perché risultati come quelli di ieri ci insegnano che la strada della sensibilizzazione e del lavoro di rete è lunga, difficile e faticosa ma è anche l’unica che può portare a risultati concreti.




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29 maggio 2008

Fine della monarchia in Nepal

Quella di ieri è stata una giornata storica per il Nepal. La nuova maggioranza maoista, eletta il mese scorso, ha sancito la fine della monarchia che durava da 240 anni e ha istituito la repubblica. Dopo questa decisione il re Gyanendra, incoronato nel 2001 dopo l'uccisione di una grossa parte della famgilia reale ad opera di un nipote, ha a disposizione 15 giorni per abbandonare il palazzo reale.
Data storica quindi ma ho molti dubbi sul fatto che il passaggio da una senz'altro anacronistica monarchia ad una repubblica dominata dai maoisti possa davvero rappresentare un passo avanti verso la modernità e lo sviluppo. 




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14 maggio 2008

Libano: la situazione rischia di precipitare

Rischia di precipitare definitivamente la situazione in Libano, dove l'esercito libanese ha minacciato di intervenire con la forza per ripristinare l'ordine pubblico e interrompere gli scontri fra miliziani Hezbollah e militanti filogovernativi. Questo cambio di rotta dell'esercito, che finora aveva mantenuto un atteggiamento di neutralità, ha trovato subito il sostegno del presidente americano Bush che ha espresso la sua disponibilità a sostenere militarmente l'esercito.
In questo clima pesantissimo sono state di nuovo rimandate le elezioni del nuovp residente libanese. Il nuovo rinvio, il diciannovesimo, ha spostato la data al 10 di giuno. Ma vista la situazione attuale, nessuno si illude che la nuova scadenza sarà davvero quella giusta.




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14 maggio 2008

Catastrofe in Cina

E' un bilancio davvero devastante quello che emerge a pochi giorni dal terremoto che ha sconvolto la Cina. Ieri si parlava di diecimila morti e altrettanti dispersi, ma purtroppo il bilancio sembra destinato a crescere ulteriormente e pesantemente. A rendere incerto il numero reale dei morti è anche la difficoltà nel portare soccorso in alcune città che in questo momento sono raggiungibili soltanto a piedi. 
Viene da pensare, che in un territorio così grande e sterminato come quello cinese e dopo un territorio di dimensioni così enormi sarà davvero difficile arrivare ad un bilancio definitivo di questa ecatombe. 




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14 maggio 2008

Aria di crisi fra Ciad e Sudan

Aria di crisi fra Ciad e Sudan. Dopo che domenica il governo sudanese aveva interrotto i rapporti diplomatici con il paese confinante, ieri il Ciad ha annunciato di aver chiuso i confini con il Sudan.

La decisione di interrompere i rapporti diplomatici era stata presa dopo il nuovo attacco a Karthoum da parte dei ribelli del Darfur che, secondo il governo sudanese, sarebbero armati dal paese vicino. Naturalmente Idriss Deby Itno, presidente del Ciad, nega ogni addebito e rilancia accusando il Sudan di aver sostenuto l’attacco che a febbraio ha colpito la capitale N’djamena provocando la morte di centinaia di persone.

Al di là di ogni rivendicazione, sta di fatto che questo acuirsi della crisi nei rapporti diplomatici fra i due stati non fa altro che rendere ancora più difficile la situazione in una delle zone più povere del mondo, nella quale le continue guerre e la continua instabilità rendono impossibile la vita a migliaia di civili innocenti.

Continua a sorprendermi il fatto che una situazione così grave sia completamente ignorata dai media occidentali se si escludono quelli che si occupano specificatamente di Africa e di politica internazionale.

 




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IN AFRICA DANZANDO LA VITA
Maurizio Cei


Un resoconto, un diario, un viaggio fotografico in parole di alcuni dei momenti più significativi vissuti durante molteplici esperienze di volontariato in terra africana (in Kenya, Angola e Mozambico). Tramite un’associazione di Roma, il VIDES, fondata da una Salesiana di Don Bosco, suor Maria Grazia Caputo, ho avuto modo dal 1996 ad oggi di "sperimentarmi" in attività di solidarietà concreta ed appassionata, in ambito internazionale ed in Italia. In ciascuna di queste occasioni ho provato emozioni che mi hanno fatto crescere e di cui conservo ricordi indimenticabili. In particolare, porto in me il meraviglioso continente africano, troppo spesso travisato e veicolato con visioni distorte ed incomplete. Non sarò certo io a riuscire a darne un quadro verosimile o esaustivo: sono solo un ragazzo che ha dalla sua la curiosità e la voglia di capire. Ma di certo il mio è un tributo sincero ed appassionato, un abbraccio ideale che tenta di ricambiare quello concreto che ho ricevuto lì.      
                                              Maurizio Cei

Se volete informazioni relative al mio primo (e unico?) libro, o se volete acquistarne una copia, potete contattarmi all'indirizzo di posta elettronica ceiempoli@inwind.it. Sono disponibile a fare presentazioni del libro da qualsiasi parte venga invitato, naturalmente a titolo gratuito. La quota a me spettante dalle vendite del libro, e anche un parte di quelle di spettanza della casa editrice, saranno destinati a sostenere progetti di cooperazione internazionale promossi dalla ONG Vides, particolarmente in Mozambico.

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