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Diario


22 aprile 2008

USA: conclusa la visita di Benedetto XVI

Con una Messa a New York, nello stadio di baseball degli Yankees, celebrata alla presenza di più di 50 mila fedeli si è conclusa la visita di Benedetto XVI negli Stati Uniti.
Nei giorni precedenti il Papa era sceso anche a Ground Zero, dove aveva pregato per le vittime degli attentati del 11 settembre 2001.
La visita del Papa, che arrivava dopo quella lontana nel tempo di Giovanni Paolo II nel 1979, è stata un grande successo ed è stata seguita con grande attenzione da tutti i media nazionali.




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21 aprile 2008

Paraguay: vince l'ex vescovo

Fernando Lugo ce l'ha fatta. L'ex vescovo cattolico, che ha rinunciato ai voti nel 2006 per intraprendere la carriera politica è il nuovo presidente del Paraguay avendo ottenuto il 41% alle elezioni presidenziali che si sono svolte questo fine settimana. Quella di Luga rappresenta la prima vittoria negli ultimi 41 anni di un candidato del Partido colorado, formazione politica incontrastata dominatrice della vita politica paraguaiana.
Con la vittoria di Lugo tutti paesi membri del Mercosur, il mercato economico comune dell'America Latina, sono guidati da governi di sinistra.




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19 aprile 2008

Ancora sangue in Medio Oriente

Ancora un attentato in Medio Oriente, dove militanti di Hamas hanno attaccato con due autobomba e colpi di mortaio il posto di frontiera di Kerem Shalom, fra la Striscia di Gaza e Israele. I tre assalitori sono morti, ma Hamas non ha perso tempo nell'annunciare che gli attacchi contro i posti di frontiera israeliani continueranno.
L'attacco arriva il giorno dopo la decisione del governo israeliano, criticata dalla maggior parte delle organizzazioni umanitarie per l'evidente violazione della road map, di costruire 100 nuovi edifici negli insediamenti in Cisgiordania.




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18 aprile 2008

Kenya, accordo raggiunto?

Dopo le violenze che hanno caratterizzato le settimane postelettorali e che sono costate la vita a circa 1500 persone sembra finalmente che il Kenya si stia avviando verso una riconciliazione.
Ieri finalmente è stato formato il nuovo governo di unità nazionale, con la reintroduzione decisiva della figura del primo ministro che ha consentito al leader dell'opposizione di entrare nell'esecutivo. L'esecutivo più numeroso della storia del Kenya, con i suoi 41 ministri.
Ruolo decisivo nella mediazione della controversia lo ha avuto l'ex segretario generale delle Nazioni Unite Kofi Annan che ha reso possibile l'accordo fra il presidente Kibaki e il leader dell'opposizione Odinga. 




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17 aprile 2008

Carovita: Cina, Haiti, Honduras e Indonesia

Anche quella di ieri è stata una giornata caratterizzata da proteste e tensioni in molti paesi del mondo per l’aumento dei beni di prima necessità e per il carovita.

I prezzi alimentari sono aumentati in Cina del 21% nel primo trimestre dell’anno rispetto allo stesso periodo del 2007, gli affitti sono saliti in media del 6.6% e il costo delle materie prime, come carburante ed elettricità, è salito del 9.8% fra gennaio e marzo. Anche il prodotto interno lordo, pur crescendo del 10.6%, ha avuto un leggero rallentamento rispetto all’11.9% dello stesso periodo del 2007.

Se la situazione in Cina non è proprio rosea, ben peggiore è quella in cui si trova Haiti dove anche ieri si sono vissuti momenti di tensione nella capitale Port-au-Prince tre giorni dopo l’accordo raggiunto fra il governo e gli importatori per abbassare del 15% il prezzo del riso. Il motivo della tensione è stato legato al fatto che il governo non ha ancora indicato quando entrerà in vigore il nuovo prezzo e così si sono create situazioni nelle quali gli acquirenti pretendevano il nuovo prezzo corretto e i commercianti invece continuavano a vendere con il vecchio prezzo. Il problema non è di poco conto se si pensa che il mercato del riso ad Haiti supera al momento gli otto milioni di consumatori su una popolazione complessiva di quasi nove milioni, l’80% dei quali vive con meno di un euro e 27 centesimi al giorno, e se si pensa che la produzione nazionale soddisfa solo il 20% della richiesta, mentre il resto viene importato da una ventina di paesi a costi che superano anche dell’80% quelli del mercato locale.

Nel frattempo il governo dell’Honduras ha lanciato il ‘piano d’emergenza agricola’ al fine di mitigare il prezzo dei cereali in continua ascesa. Il piano prevede misure come l’aumento della produzione di mais del 50% e di fagioli del 10% e una serie di sussidi per i piccoli produttori. Il piano non soddisfa però i principali sindacati e movimenti sociali del paese che hanno convocato per oggi uno sciopero generale criticando fra l’altro l’aumento delle tariffe telefoniche, dell’elettricità e dei trasporti. L’Honduras, paese di poco meno di otto milioni di abitanti, il 70% dei quali vive sotto la soglia di povertà, si trova anch’esso a vivere una situazione inflazionistica. Secondo i dati ufficiali il ‘paniere’ composto da 30 prodotti di base per una famiglia di cinque persone è salito a 5316 lempiras al mese (circa 175 euro) a fronte di un salario minimo di 3428 lempiras, circa 113 euro.

Anche in Indonesia il governo ha deliberato misure rigide per fronteggiare la difficile situazione: nessuna esportazione di riso sarà autorizzata se la produzione annuale non avrà un surplus minimo di tre milioni di tonnellate. Attualmente le scorte di riso nel paese ammontano a circa 1.4 milioni di tonnellate, sufficienti per rispondere alla domanda interna per i prossimi quattro mesi. Le mi sure sono state rese necessarie, nonostante l’Indonesia non sia normalmente un paese esportatore, dal timore delle autorità che gli imprenditori, seguendo la legge della domanda e dell’offerta più conveniente, preferiscano vendere all’estero rispondendo alla domanda dei tanti paesi importatori.

Sul tema del carovita è intervenuto ieri il brasiliano Josè Graziano da Silva, direttore della Fao per l’America Latina, che ha sottolineato come nel Sudamerica di produca il 40% di prodotti alimentari in eccesso rispetto ai bisogni e, nonostante questo ci sono 50 milioni di persone malnutrite. Secondo Graziano, ed è una riflessione che condivido, questo fenomeno è legato ad un cumulo di fattori fra cui una forte speculazione sui prezzi alimentari, l’aumento della domanda in pesi emergenti asiatici, l’inflazione mondiale, i cambiamenti climatici e lo sviluppo dei biocarburanti. Se le cause sono molteplici ed è quindi difficile agire su ciascuna di essere contemporaneamente, è altrettanto vero che è necessario e improcrastinabile un aumento degli sforzi per mitigare gli aumenti dei prezzi. Da questo punto di vista ieri i delegati di 33 paesi partecipanti alla XXX Conferenza regionale della Fao per l’America Latina e i Carabi hanno redatto una bozza di strategia regionale, auspicando un’azione pubblico-privata in vista di uno sviluppo rurale sostenibile per superare il paradosso della persistenza della sottoalimentazione in un’area altamente produttrice.




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17 aprile 2008

Israele: bombardamenti indiscriminati e ingiustificati

Quella di ieri a Gaza è stata la giornata più cruenta dai primi giorni del mese di marzo, con un totale di circa venti palestinesi uccisi, fra cui almeno due bambini, nel giro di 24 ore.

La nuova ondata di violenza è iniziata due notti fa con scontri a terra e operazioni dal cielo, come il lancio di missili nei pressi del campo profughi di al Burej, nel centro della Striscia di Gaza.

Questa carneficina è stata condannata duramente dal presidente palestinese Mahmoud Abbas che ha esortato Israele a “mettere immediatamente fine all’aggressione” e ha invitato “tutte le parti in causa a cooperare con gli sforzi egiziani per instaurare una tregua ed evitare al popolo palestinese ulteriori sofferenze.”

Credo che questo tipo di misure adottate da Israele siano molto simili agli atti di terrorismo compiuti molto spesso dai fondamentalisti islamici. Lo credo perché non vedo molta differenza negli obiettivi. Quale può essere il senso di un bombardamento indiscriminato in un campo profughi se non quello di incutere terrore negli abitanti e indurli alla sottomissione? Purtroppo la comunità internazionale si affanna a definire atti di terrorismo solo quelli di una parte in causa, per altro a ragion veduta, ignorando qualsiasi pressione per indurre anche Israele ad un rispetto dei minimi e fondamentali diritti umani della popolazione palestinese.




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16 aprile 2008

Uno sguardo sul mondo 15-04-08

 

Carovita, disordini, scioperi e proteste: ancora disagi, tensione e appelli alla solidarietà internazionale da parte di molti paesi del sud del mondo messi in ginocchio dall’aumento dei prezzi dei beni di prima necessità: L’Organizzazione degli stati americani (Osa) ha fatto un appello alla comunità internazionale per sostenere il governo di Haiti da giorni ormai in preda ai disordini, specie nella parte occidentale dell’isola, scatenati proprio dall’aumento dei generi alimentari di prima necessità. L’Osa ha sottolineato con preoccupazione la debolezza delle istituzioni e ha chiesto a gran voce un “piano nazionale di sicurezza”:

Sempre sul tema carovita in Bangladesh ieri 15.000 lavoratori hanno scioperato per protestare contro la scarsità degli stipendi. Lo stipendio minimo sindacale di un operaio tessile è pari a circa quindici euro al mese e soltanto pochi riescono a raggiungere una cifra equivalente ai 19 euro al mese. Se si pensa che un chilo di riso costa 31 centesimi di euro ecco spiegato il motivo di tanta insoddisfazione e insicurezza.

Anche in India l’inflazione a marzo è salita in maniera esponenziale, del 7.41%, e, benché il settore dei beni di primo consumo sia quello più colpito e che solleva più preoccupazione fra la gente comune, ha subito un forte aumento anche il prezzo dell’acciaio ponendo un freno all’industria indiana.

Repubblica Democratica del Congo, aereo cade su un quartiere: un ‘Boeing 730’ in fase di decollo dall’aeroporto di Goma, nell’est della Repubblica Democratica del Congo, si è schiantato sul quartiere di Birere della stessa città. L’aereo era della compagnia aerea ‘Hewa Bora’, aggiunta appena due giorni fa alla ‘lista nera’ stilata dalla Commissione Europea e relativa alle compagnie giudicate insicure e non ammesse negli scali aerei d’Europa.

Il disastro, sembra provocato da un incendio che si sarebbe sviluppato subito dopo il decollo nella parte posteriore del mezzo, avrebbe provocato 68 vittime fra le 84 persone che si trovavano sull’aereo delle quali 16 sono sopravvissute. Il bilancio delle vittime tiene conto al momento solo dei passeggeri dell’aereo e non delle persone che erano sul luogo dove l’aereo si è schiantato; c’è il timore che le vittime possano essere molte di più in quanto il quartiere di Birere è un dei più popolosi di Goma. Fra i sopravvissuti ci sono anche deu missionari saveriani

Zimbabwe: flop dello sciopero dell’opposizione

Si è trasformato in un flop piuttosto evidente lo sciopero proclamato per ieri del Movimento per il cambiamento democratico (Mdc) di Morgan Tsvangirai per protestare contro la mancata pubblicazione dei risultati delle elezioni presidenziali del 29 marzo scorso. A parte qualche negozio che ha aperto in ritardo, tutte le attività commerciali, gli uffici e i trasporti della capitale Harare hanno lavorato normalmente.

Intanto sembra che Tsvangirai, contrariamente a quanto dichiarato in precedenza, possa essere disponibile a partecipare ad un eventuale ballottaggio purché vengano garantite condizioni di sicurezza e il monitoraggio di osservatori provenienti da altri paesi dell’Africa australe.




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11 aprile 2008

L'Uganda spera nella pace

 

E’ un giorno di attesa e speranza oggi in Uganda dove si attende la firma della pace fra il governo ugandese e Joseph Kony, leader del Lord resistance army, il movimento armato protagonista del ventennale conflitto con lo stesso governo ugandese nei distretti del Nord Uganda.

La firma di Kony avrebbe dovuto essere posta ieri ma il leader del Lra ha deciso di aspettare ancora un giorno per avere più tempo per analizzare la parte dell’intesa relativa alla giurisdizione dei crimini a lui imputati nel corso del conflitto. Kony ha ottenuto che la firma sull’intesa avverrà in due tempi per timore di essere arrestato e quindi la firma del presidente ugandese Museveni avverrà solo il prossimo 15 aprile in occasione di una cerimonia ufficiale a Juba, capitale del Sud Sudan, principale mediatore dei negoziati.

In vista dello storico avvenimento, al confine fra Uganda, Congo e Sudan, dove si trova la roccaforte del Lra, ci sono esponenti del governo sudanese, l’intera delegazione governativa ugandese, il vescovo di Gulu, Baptist Odama, rappresentanti della società civile ugandese e una folta delegazione internazionale con ambasciatori e inviati di Nazioni Unite, Europa, Stati Uniti, Canada, Sudafrica, Kenia e Tanzania.

L’attesa e la soddisfazione per questo accordo perè non deve far perdere di vista quello che è stato questo sanguinoso conflitto, la follia visionaria di Kony, l’inadeguatezza del governo ugandese a far fronte a questa situazion,e il rapimento di centinaia di bambini costretti a combattere in prima linea, le razzie nei villaggi, la morte e il terrore di migliaia di persone. Bene la pace quindi…ma questa non deve essere conclusa nell’oblio della coscienza e nell’ipocrisia di chi non vuol ricordare e fare giustizia.




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11 aprile 2008

Situazione di stallo anche in Zimbabwe

 

E’ iniziato ieri in Zimbabwe il riconteggio dei voti in cinque circoscrizioni dopo che la Commissione elettorale ha accolto il ricorso presentato dal partito di governo, Zanu-Pf, su evidenti irregolarità verificatesi nelle stesse circoscrizioni. Nel frattempo, lo stesso Zanu-Pf, ha depositato altre cinque richieste di riconteggio.

In qualsiasi modo procedano questi riconteggi, il dato politico che difficilmente potrà cambiare è che nessuna delle due principali forze politiche del paese possiede la maggioranza sufficiente per governare serenamente e affrontare i problemi sociali, economici e politici dello Zimbabwe.

Proprio per questo ieri, oltre all’invito del governo sudafricano, alla calma e alla pazienza, si è sentita la voce dei vescovi delle Conferenze episcopali dell’Africa australe che hanno chiesto ai paesi della regione e all’Unione Africana di avviare “una mediazione credibile per appianare le tensioni, nominando un mediatore di reputazione internazionale in grado di garantire una soluzione accettabile per tutti gli zimbabwani”. Il candidato più credibile per svolgere questo incarico è sicuramente quello di Kofi Annan, impegnato in questo momento in un’altra difficile impresa, quella di placare finalmente gli animi in un Kenia uscito dalle elezioni del 27 dicembre scorso sul baratro di una devastante guerra civile.




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11 aprile 2008

Kenia: ancora tensione ed insicurezza

 

Resta tesa la situazione in Kenia, nonostante gli appelli alla calma rivolti ieri alla popolazione da parte sia del presidente della Repubblica Kibaki che dal primo ministro designato Odinga. La tensione è provocata dallo stallo nelle consultazioni tra maggioranza e opposizione per la composizione di un governo di coalizione.

Le situazioni di maggiore tensione sono a Kibera, lo slum più grande di Nairobi, e nell’ovest del paese dove sono stati divelti 500 metri di binari e quindi resi momentaneamente inaccessibili i collegamenti con Ruanda, Uganda, Burundi e Sud Sudan.

Mentre a Nairobi proseguono indirettamente i negoziati fra le due parti, credo sia importante segnalare il commento di una fonte dell’agenzia di stampa Misna che, spiegando benissimo gli umori della popolazione, dice che “la gente è stanca di assistere alle riunioni di politici che si preoccupano più delle poltrone nei ministeri che dei problemi della popolazione.”

E purtroppo in Kenia sembra proprio essere questa la situazione. Prima l’etnicizzazione delle elezioni che ha portato il paese sul baratro della guerra civile lasciano sul campo più di mille morti, adesso uno stallo inspiegabile sulla composizione del governo che lascia il paese senza una guida, esaspera gli animi e rende la popolazione sempre più povera ed insicura.




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IN AFRICA DANZANDO LA VITA
Maurizio Cei


Un resoconto, un diario, un viaggio fotografico in parole di alcuni dei momenti più significativi vissuti durante molteplici esperienze di volontariato in terra africana (in Kenya, Angola e Mozambico). Tramite un’associazione di Roma, il VIDES, fondata da una Salesiana di Don Bosco, suor Maria Grazia Caputo, ho avuto modo dal 1996 ad oggi di "sperimentarmi" in attività di solidarietà concreta ed appassionata, in ambito internazionale ed in Italia. In ciascuna di queste occasioni ho provato emozioni che mi hanno fatto crescere e di cui conservo ricordi indimenticabili. In particolare, porto in me il meraviglioso continente africano, troppo spesso travisato e veicolato con visioni distorte ed incomplete. Non sarò certo io a riuscire a darne un quadro verosimile o esaustivo: sono solo un ragazzo che ha dalla sua la curiosità e la voglia di capire. Ma di certo il mio è un tributo sincero ed appassionato, un abbraccio ideale che tenta di ricambiare quello concreto che ho ricevuto lì.      
                                              Maurizio Cei

Se volete informazioni relative al mio primo (e unico?) libro, o se volete acquistarne una copia, potete contattarmi all'indirizzo di posta elettronica ceiempoli@inwind.it. Sono disponibile a fare presentazioni del libro da qualsiasi parte venga invitato, naturalmente a titolo gratuito. La quota a me spettante dalle vendite del libro, e anche un parte di quelle di spettanza della casa editrice, saranno destinati a sostenere progetti di cooperazione internazionale promossi dalla ONG Vides, particolarmente in Mozambico.

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