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Pensieri e parole


18 ottobre 2007

L'Europa secondo Mario Soares

 

“E’ necessario che l'Europa non sia solo un mercato, che non sia soprattutto finanziaria, come è oggi, ma sia una Europa politica, sociale, culturale, ambientale. Finora è stato difficile, perché ci sono governi che non lo vogliono, a cominciare da quello inglese. Londra vuole che l'UE sia ponte tra Europa e Usa. Ma tra i 27 paesi membri ce ne sono almeno 20 che vogliono una Europa politica. Per andare avanti ci vorrebbe però il coraggio dei leader politici, che manca in questo momento. Sia nei governi sia nelle istituzioni europee, mancano i grandi protagonisti, come Mitterrand, Kohl"…"manca anche l'opinione politica europea. Molta gente crede all'Europa, la maggioranza è per l'Europa. Ma pensa che questa Europa sia solo economica e finanziaria. Un’ Europa neo-liberista, restrittiva, che non entusiasma nessuno". (Mario Soares, 83 anni, ex-primo ministro ed ex-presidente del Portogallo, in un’intervista dell’agenzia di stampa italiana ANSA.)




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17 ottobre 2007

Mediterraneo

"Il Mediterraneo non è solo geografia. I suoi confini non sono definiti né nello spazio né nel tempo. Non sappiamo come fare a determinarli e in che modo: sono irriducibili alla sovranità o alla storia, non sono né statali né nazionali: somigliano al cerchio di gesso che continua a essere descritto e cancellato, che le onde e i venti, le imprese e le ispirazioni allargano o restringono. Lungo le coste di questo mare passava la via della seta, s'incrociavano le vie del sale e delle spezie, degli olii e dei profumi, dell'ambra e degli ornamenti, degli attrezzi e delle armi, della sapienza e della conoscenza, dell'arte e della scienza. Gli empori ellenici erano a un tempo mercati e ambasciate. Lungo le strade romane si diffondevano il potere e la civiltà. Dal territorio asiatico sono giunti i profeti e le religioni. Sul Mediterraneo è stata concepita l'Europa."

[Da "Mediteranski Brevijar" (Breviario Mediterraneo) di Predrag Matvejevic, scrittore, nato a Mostar, Bosnia Erzegovina, nel 1932.]




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15 ottobre 2007

Il premio Nobel ad Al Gore...secondo me...

 

"I cambiamenti climatici sono in grado di alterare e minacciare le condizioni di vita dell'umanità, possono produrre migrazioni su larga scala e grandi competizioni per le risorse... e saranno soprattutto a carico delle nazioni già oggi più vulnerabili, aumentando il rischio di conflitti". (estratto dalla motivazione del premio Nobel per la Pace, assegnato la settimana scorsa ad Al Gore, exvicepresidente degli Stati Uniti, e allo IPCC, Intergovernamental panel on climate change, Comitato intergovernativo sui cambiamenti climatici.}

Sono sincero…non ho molto approvato la scelta del premio Nobel di quest’anno. Credo ci fossero persone che più di Al Gore meritassero di essere insignite con questo importantissimo riconoscimento.

Sono sicuro però del fatto che questo premio possa essere uno stimolo importante per chi, dalla propria posizione privilegiata, voglia continuare a battersi per la tutela dell’ambiente, tema così importante ma assai spesso così troppo lontano dai nostri interessi quotidiani.

Bella la motivazione della scelta, in cui si riconosce l’importanza che i cambiamenti climatici hanno sulle condizioni di vita dell’intera umanità e su quanto interferiscano su fenomeni decisivi per il nostro futuro come quello delle migrazioni, della lotta alle risorse a soprattutto sul mantenimento e sulla conquista della pace in alcuni paesi del mondo ancora dilaniati dalla guerra.

Interessanti, poi, sono i temi collegati con quello della tutela dell’ambiente, come quello dello sviluppo economico e delle grandi opere. Come mediare fra la necessità di stare al passo con i tempi e con i paesi più avanzati senza dimenticare che questo pianeta è l’unico che abbiamo a disposizione?

E poi quello dell’equità e della sostenibilità ambientale: cosa succederà quando un miliardo di ciensi e quasi altrettanti indiani possiederanno auto con la stessa percentuale dei paesi occidentali. Cosa ne sarà del petrolio? E cosa faremo più ancora di oggi per accaparrarcelo?

Ecco: da questo punto di vista aver scelto Al Gore è stata un’intuizione positiva. I temi ambientali saranno una delle chiavi di volta del nostro sviluppo futuro…o della nostra involuzione. Aver stimolato la discussione partendo da un punto di vista positivo, il conferimento di un premio di tale importanza, è sicuramente un segno di speranza




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IN AFRICA DANZANDO LA VITA
Maurizio Cei


Un resoconto, un diario, un viaggio fotografico in parole di alcuni dei momenti più significativi vissuti durante molteplici esperienze di volontariato in terra africana (in Kenya, Angola e Mozambico). Tramite un’associazione di Roma, il VIDES, fondata da una Salesiana di Don Bosco, suor Maria Grazia Caputo, ho avuto modo dal 1996 ad oggi di "sperimentarmi" in attività di solidarietà concreta ed appassionata, in ambito internazionale ed in Italia. In ciascuna di queste occasioni ho provato emozioni che mi hanno fatto crescere e di cui conservo ricordi indimenticabili. In particolare, porto in me il meraviglioso continente africano, troppo spesso travisato e veicolato con visioni distorte ed incomplete. Non sarò certo io a riuscire a darne un quadro verosimile o esaustivo: sono solo un ragazzo che ha dalla sua la curiosità e la voglia di capire. Ma di certo il mio è un tributo sincero ed appassionato, un abbraccio ideale che tenta di ricambiare quello concreto che ho ricevuto lì.      
                                              Maurizio Cei

Se volete informazioni relative al mio primo (e unico?) libro, o se volete acquistarne una copia, potete contattarmi all'indirizzo di posta elettronica ceiempoli@inwind.it. Sono disponibile a fare presentazioni del libro da qualsiasi parte venga invitato, naturalmente a titolo gratuito. La quota a me spettante dalle vendite del libro, e anche un parte di quelle di spettanza della casa editrice, saranno destinati a sostenere progetti di cooperazione internazionale promossi dalla ONG Vides, particolarmente in Mozambico.

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