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Diario


4 giugno 2008

Vertice FAO: governare la globalizzazione

 

Seconda giornata di lavori al vertice dedicato alla sicurezza alimentare in corso alla Fao. Dai resoconti che arrivano da Roma mi ha particolarmente colpito l’intervento della ministra dell’Agricoltura del Cile, Marigen Hornkohl Venegas.

Le sue parole hanno messo all’attenzione dei partecipanti due concetti fondamentali:

1) la necessità che la politica si riprenda il suo compito di governare al meglio la globalizzazione non abbandonandosi totalmente, specie nel campo dell’agricoltura, alla logica per la quale il mercato dovrebbe sempre autoregolarsi.

2) L’inevitabilità di adottare misure di breve-medio periodo per combattere la crisi alimentare, come “l’eliminazione del protezionismo e dei sussidi che i paesi sviluppati garantiscono ai propri agricoltori e che distorcono il commercio agricolo internazionale.”

Ritornare alla politica quindi per cercare di regolare un fenomeno, quello della globalizzazione, che ha trovato terreno fertile per espandersi e divenire quasi incontrollabile proprio nel momento in cui l’economia, le leggi di mercato, hanno sovrastato la politica stessa rendendola ininfluente.

Un ritorno alla politica anche per consentire una maggior coerenza dei mercati. Dove sta la coerenza dei paesi più industrializzati che da una parte invocano il libero mercato capace di autoregolarsi e poi creano situazioni protezioniste e garantiscono sussidi ai propri agricoltori?

Anche in questo caso si tratta di liberismo in base alla convenienza? Sembra proprio di sì. Ecco perché in un vertice mondiale come quello in corso a Roma assumono un’importanza fondamentale le dichiarazioni di rappresentanti di governi di paesi nei quali l’agricoltura è uno degli elementi essenziali dell’economia nazionale e che vivono sulla propria pelle questa globalizzazione incoerente.




permalink | inviato da mauz il 4/6/2008 alle 11:55 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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IN AFRICA DANZANDO LA VITA
Maurizio Cei


Un resoconto, un diario, un viaggio fotografico in parole di alcuni dei momenti più significativi vissuti durante molteplici esperienze di volontariato in terra africana (in Kenya, Angola e Mozambico). Tramite un’associazione di Roma, il VIDES, fondata da una Salesiana di Don Bosco, suor Maria Grazia Caputo, ho avuto modo dal 1996 ad oggi di "sperimentarmi" in attività di solidarietà concreta ed appassionata, in ambito internazionale ed in Italia. In ciascuna di queste occasioni ho provato emozioni che mi hanno fatto crescere e di cui conservo ricordi indimenticabili. In particolare, porto in me il meraviglioso continente africano, troppo spesso travisato e veicolato con visioni distorte ed incomplete. Non sarò certo io a riuscire a darne un quadro verosimile o esaustivo: sono solo un ragazzo che ha dalla sua la curiosità e la voglia di capire. Ma di certo il mio è un tributo sincero ed appassionato, un abbraccio ideale che tenta di ricambiare quello concreto che ho ricevuto lì.      
                                              Maurizio Cei

Se volete informazioni relative al mio primo (e unico?) libro, o se volete acquistarne una copia, potete contattarmi all'indirizzo di posta elettronica ceiempoli@inwind.it. Sono disponibile a fare presentazioni del libro da qualsiasi parte venga invitato, naturalmente a titolo gratuito. La quota a me spettante dalle vendite del libro, e anche un parte di quelle di spettanza della casa editrice, saranno destinati a sostenere progetti di cooperazione internazionale promossi dalla ONG Vides, particolarmente in Mozambico.

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