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Diario


4 giugno 2008

E se i cambiamenti climatici fossero soprattutto un paravento?

 

Parlando della crisi alimentare che sta mettendo in ginocchio molti paesi del sud del mondo e che rischia di ridurre alla fame milioni di persone bisogna essere molto attenti nell’individuare le responsabilità. Molto spesso si sente parlare di crisi alimentare causata principalmente dai cambiamenti climatici, dai conseguenti disastri naturali e dall’evoluzione verso i biocarburanti. A parte il fatto che anche ammettendo queste situazioni come la causa esclusiva del dramma alimentare sarebbe piuttosto facile capire che queste stesse situazioni sarebbero non solo la causa della crisi ma anche l’effetto di scelte politiche sbagliate perché non sufficientemente rispettose dell’ambiente, bisogna anche fare attenzione a che la motivazione “cambiamenti climatici” non sia il paravento per coprire una molteplicità di scelte politiche sbagliate da parte dei paesi ricchi e non dia ancora una volta la possibilità alle potentissime multinazionali di proporre politiche speculative..

Condivido da questo punto di vista il senso dell’intervista riportata dall’agenzia di stampa Misna a Ndiogou Fall, presidente della Rete delle organizzazioni contadine dell’Africa occidentale (Roppa). Fall non esita ad individuare nelle politiche commerciali liberali applicate negli ultimi trent’anni la causa principale della crisi alimentare e di conseguenza l’unica soluzione in una riforma seria di queste politiche che dia la possibilità ad ogni paese del sud del mondo la possibilità di proteggere la sua economia e la sua agricoltura.

Fall sottolinea anche il fatto che i contadini ridotti alla fame cercano, spesso senza successo, miglior fortuna nelle città dove molte volte la vita è ancora più dura e le possibilità di sopravvivenza ancora minori. Anche in questo caso si spiega come il fenomeno dell’urbanizzazione che rende impossibile la vita nelle città e lascia le campagne come terra di conquista per le multinazionali non sia un fenomeno ineluttabile ma la conseguenza di scelte politiche precise e irresponsabili.

Quelli dei cambiamenti climatici e dell’suo sempre più incontrollato dei biocarburanti sono senz’altro problemi seri che devono essere affrontati con decisione e lungimiranza. Dietro a questi problemi, e molte volte come causa di questi stessi problemi, ci sono però delle responsabilità dell’uomo, anche questa volta chiare e gravi. Su queste bisogna cercare di incidere per creare davvero i presupposti per un cambiamento vero.




permalink | inviato da mauz il 4/6/2008 alle 19:10 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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IN AFRICA DANZANDO LA VITA
Maurizio Cei


Un resoconto, un diario, un viaggio fotografico in parole di alcuni dei momenti più significativi vissuti durante molteplici esperienze di volontariato in terra africana (in Kenya, Angola e Mozambico). Tramite un’associazione di Roma, il VIDES, fondata da una Salesiana di Don Bosco, suor Maria Grazia Caputo, ho avuto modo dal 1996 ad oggi di "sperimentarmi" in attività di solidarietà concreta ed appassionata, in ambito internazionale ed in Italia. In ciascuna di queste occasioni ho provato emozioni che mi hanno fatto crescere e di cui conservo ricordi indimenticabili. In particolare, porto in me il meraviglioso continente africano, troppo spesso travisato e veicolato con visioni distorte ed incomplete. Non sarò certo io a riuscire a darne un quadro verosimile o esaustivo: sono solo un ragazzo che ha dalla sua la curiosità e la voglia di capire. Ma di certo il mio è un tributo sincero ed appassionato, un abbraccio ideale che tenta di ricambiare quello concreto che ho ricevuto lì.      
                                              Maurizio Cei

Se volete informazioni relative al mio primo (e unico?) libro, o se volete acquistarne una copia, potete contattarmi all'indirizzo di posta elettronica ceiempoli@inwind.it. Sono disponibile a fare presentazioni del libro da qualsiasi parte venga invitato, naturalmente a titolo gratuito. La quota a me spettante dalle vendite del libro, e anche un parte di quelle di spettanza della casa editrice, saranno destinati a sostenere progetti di cooperazione internazionale promossi dalla ONG Vides, particolarmente in Mozambico.

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