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Diario


29 maggio 2008

Se Israele non si fida di un Premio Nobel

Il governo israeliano non ha concesso a Desmond Tutu, ex arcivescovo di Città del Capo, vincitore del premio Nobel per la pace e capo della commissione delle Nazioni Unite che indaga sull'incidente di Beit Hanun del 2006, l'accesso alla città di Sderot. Nell'ìincidente di Beit Hanun del novembre 2006 19 civili furono uccisi dall'esercito israeliano.
Nel corso della sua visita nella Striscia di Gaza, Tutu ha avuto modo di criticare entrambe le parti in causa. Al governo israeliano ha rinfacciato il fatto di avergli negato l'accesso a Sderot, la mancata collaborazione con la commissione da lui presieduta e ritenuta dal governo stesso non obiettiva e il blocco delle frontiere. Durante l'incontro con il premier palestinese Ismail Haniyeh ha invece duramente condannato il lancio di razzi verso Israele che contribuiscono in maniera decisiva all'irrigidimento delle posizioni israeliane.

In questo contesto fa davvero riflettere la posizione del governo israeliano che non solo nega l'accesso ad una sua città ad un premio nobel per la pace e ad un responsabile di una commissione ad hoc delle Nazioni Unite, ma si rifiuta persino di collaborare con la commissione stessa. Viene da chiedersi quale sia il ruolo delle Nazioni Unite, quale sia la sua credibilità agli occhi dei paesi membri, soprattutto delle grandi potenze, e soprattutto quali siano gli strumenti per fare in modo che questo grande organismo internazionale possa un giorno conquistare il prestigio, la dignità e la capacità di incidere sugli interessi sovranazionali che dovrebbe avere.




permalink | inviato da mauz il 29/5/2008 alle 14:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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IN AFRICA DANZANDO LA VITA
Maurizio Cei


Un resoconto, un diario, un viaggio fotografico in parole di alcuni dei momenti più significativi vissuti durante molteplici esperienze di volontariato in terra africana (in Kenya, Angola e Mozambico). Tramite un’associazione di Roma, il VIDES, fondata da una Salesiana di Don Bosco, suor Maria Grazia Caputo, ho avuto modo dal 1996 ad oggi di "sperimentarmi" in attività di solidarietà concreta ed appassionata, in ambito internazionale ed in Italia. In ciascuna di queste occasioni ho provato emozioni che mi hanno fatto crescere e di cui conservo ricordi indimenticabili. In particolare, porto in me il meraviglioso continente africano, troppo spesso travisato e veicolato con visioni distorte ed incomplete. Non sarò certo io a riuscire a darne un quadro verosimile o esaustivo: sono solo un ragazzo che ha dalla sua la curiosità e la voglia di capire. Ma di certo il mio è un tributo sincero ed appassionato, un abbraccio ideale che tenta di ricambiare quello concreto che ho ricevuto lì.      
                                              Maurizio Cei

Se volete informazioni relative al mio primo (e unico?) libro, o se volete acquistarne una copia, potete contattarmi all'indirizzo di posta elettronica ceiempoli@inwind.it. Sono disponibile a fare presentazioni del libro da qualsiasi parte venga invitato, naturalmente a titolo gratuito. La quota a me spettante dalle vendite del libro, e anche un parte di quelle di spettanza della casa editrice, saranno destinati a sostenere progetti di cooperazione internazionale promossi dalla ONG Vides, particolarmente in Mozambico.

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