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5 ottobre 2007

IRAQ: APPELLO A “ROMPERE IL SILENZIO SULLA CRISI UMANITARIA”

 

Un appello a “rompere il silenzio della comunità internazionale sulla crisi umanitaria in Iraq” e a fornire maggiori aiuti agli sfollati e ai rifugiati è stato lanciato del Consiglio ecumenico delle Chiese (Cec) in una ‘Dichiarazione sull’Iraq e le sue comunità cristiane’ pubblicata durante la recente riunione del comitato esecutivo dell’organismo internazionale a Etschmiadzin, in Armenia. Secondo la dichiarazione, “più della metà della popolazione irachena vive nella povertà estrema, persino nella più totale indigenza”. Un iracheno su sei, prosegue il testo “è dovuto scappare da casa o dal paese” a causa del “regno della violenza imposto da gruppi armati, forze militari regolari e fazioni criminali”. Partendo dalla constatazione che “le strategie basate sull’uso della forza hanno portato il paese al caos”, il Consiglio ribadisce che “le Chiese non appoggiano le politiche fondate sull’occupazione” e chiede - in un’altra nota – "il ritiro delle truppe statunitensi dall’Iraq e l’implementazione di programmi politici, economici e di sicurezza multilaterali”. La sorte dei cristiani in Iraq – solo il 4% della popolazione ma il 40% dei profughi – “senza essere dissociata da quella delle altre comunità del paese, è fonte di preoccupazione per le Chiese nel mondo e un’incitazione a reagire” dicono i dirigenti del Cec, che con l’occasione congratulano i capi religiosi musulmani iracheni “per l'uso della propria autorità per limitare la violenza”. Suggeriscono infine una presa di posizione congiunta dei cristiani e dei musulmani “a favore della tolleranza e della coesistenza in Iraq. Sarebbe un messaggio potente per tutti iracheni, di qualunque fede religiosa”. Il Cec conta più di 300 Chiese e organizzazioni di tradizioni cristiane, in gran parte protestanti, anglicane e ortodosse. La Chiesa cattolica romana è “osservatrice” in seno al Consiglio ma è membro a pieno titolo della commissione "Fede e Costituzione".[CC]


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permalink | inviato da mauz il 5/10/2007 alle 18:1 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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IN AFRICA DANZANDO LA VITA
Maurizio Cei


Un resoconto, un diario, un viaggio fotografico in parole di alcuni dei momenti più significativi vissuti durante molteplici esperienze di volontariato in terra africana (in Kenya, Angola e Mozambico). Tramite un’associazione di Roma, il VIDES, fondata da una Salesiana di Don Bosco, suor Maria Grazia Caputo, ho avuto modo dal 1996 ad oggi di "sperimentarmi" in attività di solidarietà concreta ed appassionata, in ambito internazionale ed in Italia. In ciascuna di queste occasioni ho provato emozioni che mi hanno fatto crescere e di cui conservo ricordi indimenticabili. In particolare, porto in me il meraviglioso continente africano, troppo spesso travisato e veicolato con visioni distorte ed incomplete. Non sarò certo io a riuscire a darne un quadro verosimile o esaustivo: sono solo un ragazzo che ha dalla sua la curiosità e la voglia di capire. Ma di certo il mio è un tributo sincero ed appassionato, un abbraccio ideale che tenta di ricambiare quello concreto che ho ricevuto lì.      
                                              Maurizio Cei

Se volete informazioni relative al mio primo (e unico?) libro, o se volete acquistarne una copia, potete contattarmi all'indirizzo di posta elettronica ceiempoli@inwind.it. Sono disponibile a fare presentazioni del libro da qualsiasi parte venga invitato, naturalmente a titolo gratuito. La quota a me spettante dalle vendite del libro, e anche un parte di quelle di spettanza della casa editrice, saranno destinati a sostenere progetti di cooperazione internazionale promossi dalla ONG Vides, particolarmente in Mozambico.

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