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5 ottobre 2007

COREE: LO “STORICO” ACCORDO DI IERI , SECONDO UN MISSIONARIO

 

“Si respira un clima di attesa e speranza a Seul, soprattutto tra i giovani, che più di tutti spingono per una pacifica coesistenza tra i due paesi”: alla MISNA lo dice Padre Dennis Callan, missionario verbita da otto anni in Corea del Sud e da molti più anni in Asia, commentando gli ultimi sviluppi del processo di pacificazione tra le due Coree. “Gli occhi di tutti sono puntati su Pyongyang in questi giorni – aggiunge - e la gente ne parla come di un passo nella giusta direzione. Per la prima volta sono state discusse questioni fondamentali, come la denuclearizzazione e gli aiuti alla popolazione”. Ieri, con una comune dichiarazione d’intenti, si è concluso nella capitale nordcoreana il vertice tra i presidenti Kim Jong-il e Roh Moo-hyun; il primo dal giugno 2000 e il secondo in 59 anni. Nella “Dichiarazione per lo Sviluppo delle Relazioni, la Pace e la Prosperità”, otto punti messi per iscritto dopo tre giorni di colloqui diretti in cui i due presidenti si impegnano a riportare la pace nella penisola, tuttora divisa a metà lungo il 38° parallelo, e tecnicamente ancora in guerra. “Il presidente Roh – prosegue padre Calllan - è alla fine del suo mandato e i sondaggi sulle prossime elezioni danno per favorita l’opposizione, che propone una politica completamente contraria al dialogo con il regime di Pyongyang”. Il timore è che il processo di riavvicinamento possa subire brusche frenate per questioni di politica interna e che la pace, oggi a portata di mano, possa essere rinviata ancora una volta. La decisione di Kim Jong-il di disattivare i suoi impianti nucleari, possibile fonte di materiale anche per armamenti atomici, è stata comunque tra le più apprezzate in Corea del Sud, che vive da anni nel timore di un conflitto. “Quello che i sudcoreani si ripetono da anni è che il regime del nord non oserebbe mai aggredirli con una bomba all’idrogeno, e che i proclami di Kim fanno parte della propaganda. Ma la minaccia resta”. La dichiarazione prevede che il reattore di Yongbyon, il principale nel paese, sia neutralizzato e spento entro il 31 dicembre di quest’anno, e che venga creata una “zona speciale di pace” lungo la costa occidentale della penisola. Il documento costituisce di fatto una dichiarazione di pace, atta a prefigurare la firma di un trattato che sostituisca l’armistizio con cui nel 1953 si concluse la guerra di Corea. Il conflitto, che fece due milioni e mezzo di morti, fu combattuto anche da volontari cinesi e da forze americane d’intesa con il Palazzo di Vetro. Da allora, la stipula di un trattato di pace con la partecipazione di Washington e Pechino è sempre stata una priorità della politica estera nordcoreana, condivisa da quasi un decennio anche al Sud, nella prospettiva di una riunificazione del paese; il comunicato congiunto di ieri preannuncia un prossimo vertice ‘a quattro’ con Sati Unitie Cina. “Un appuntamento importante –conclude Callan – a cui la popolazione di entrambi i paesi guarda con fiducia”. ( a cura di Alessia de Luca) [AdL]


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permalink | inviato da mauz il 5/10/2007 alle 17:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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IN AFRICA DANZANDO LA VITA
Maurizio Cei


Un resoconto, un diario, un viaggio fotografico in parole di alcuni dei momenti più significativi vissuti durante molteplici esperienze di volontariato in terra africana (in Kenya, Angola e Mozambico). Tramite un’associazione di Roma, il VIDES, fondata da una Salesiana di Don Bosco, suor Maria Grazia Caputo, ho avuto modo dal 1996 ad oggi di "sperimentarmi" in attività di solidarietà concreta ed appassionata, in ambito internazionale ed in Italia. In ciascuna di queste occasioni ho provato emozioni che mi hanno fatto crescere e di cui conservo ricordi indimenticabili. In particolare, porto in me il meraviglioso continente africano, troppo spesso travisato e veicolato con visioni distorte ed incomplete. Non sarò certo io a riuscire a darne un quadro verosimile o esaustivo: sono solo un ragazzo che ha dalla sua la curiosità e la voglia di capire. Ma di certo il mio è un tributo sincero ed appassionato, un abbraccio ideale che tenta di ricambiare quello concreto che ho ricevuto lì.      
                                              Maurizio Cei

Se volete informazioni relative al mio primo (e unico?) libro, o se volete acquistarne una copia, potete contattarmi all'indirizzo di posta elettronica ceiempoli@inwind.it. Sono disponibile a fare presentazioni del libro da qualsiasi parte venga invitato, naturalmente a titolo gratuito. La quota a me spettante dalle vendite del libro, e anche un parte di quelle di spettanza della casa editrice, saranno destinati a sostenere progetti di cooperazione internazionale promossi dalla ONG Vides, particolarmente in Mozambico.

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